L’altra faccia di Pisogne

Lettera alla redazione di “Brescia oggi”, pubblicata il 3 aprile 2014

Egr. Direttore,

mi permetta di accompagnarla in questa visita virtuale di Pisogne.

Scoprirà che c’è una Pisogne da praticare e da godere, quella che fa bella mostra di sė accompagnando il turista lungo la sponda del lago in una gradevole e lunga passeggiata che, seppur disturbata da qualche discutibile scelta architettonica, è meta di molti visitatori provenienti da paesi limitrofi.

Così come la piazza principale su cui si affacciano più bar e pizzerie che in qualsiasi altro posto, in continua competizione fra loro su chi occupa più spazio pubblico, ma che è decisamente frequentata, e poi il parco maestoso, la chiesa con gli affreschi del Romanino, etc.

Se, poi, abbiamo fortuna potremmo incontrare i due rappresentanti pisognesi nel Parlamento italiano, uno per la maggioranza ed uno per l’opposizione (penso sia un caso forse unico nel panorama dei comuni italiani di queste dimensioni).

Oggi, però, la porto a visitare il centro storico utilizzando la scala che collega la piazzetta interna del quartiere Puda con la via San Marco. Se quello che vedrà ed incontrerà rappresenta anche solo in minima parte l’altra faccia di Pisogne, quella giovanile, quella del futuro, c’è da mettersi le mani nei capelli.

Potrà leggere volgarità e persino bestemmie, scritte sui muri con vari colori, dovrà far attenzione a schivare tracce di feci umane, di urina, di sputi, di pizza, di lattine di birra, cocci di bottiglia ed ovviamente di vomito.

Avrà anche la possibilità di chiedere gentilmente:”Posso passare?” (cosa che succede spesso alle persone anziane che passano da quelle parti data la presenza di studi di medici di base) ricevendo stuzzicanti e “gradevoli” risposte.

Potrà altresì scoprire cosa offre  il mercato del fumo illegale, le basterà soltanto esercitare l’elementare e naturale esercizio della respirazione; osserverà, come seduti in prima fila, le varie forme ed interpretazioni del rapporto fra sessi diversi, etc.

Tutto ciò ovviamente ad ogni ora del giorno e della notte, nella totale indifferenza di chi gestisce  la cosa pubblica.

Probabilmente basterebbe una banalissima video sorveglianza per evitare questa indegna rappresentazione, ma forse si dovrà aspettare un fatto di cronaca più eclatante.

Allora interverranno tutti quanti gridando allo scandalo chiedendo a gran voce programmi di severo controllo da parte delle forze dell’ordine.

Verranno mobilitati sociologi, psicologi, sindacalisti, comici e prestigiatori per concludere alla fine, dopo aver scoperto che non si tratta di ragazzi di etnia diversa, che non si può fare assolutamente nulla, e che siamo tutti vittime della società postindustriale.

Cordiali saluti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *